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NATUREIDOLIA

Con questo progetto invito il pubblico in un percorso ludico chiedendogli di avvicinare lo sguardo per osservare particolari come le cortecce solcate e aride, il nero profondo e le atmosfere velate che si contrappongono alle tonalità amniotiche, all’acqua e alle sue forme, per poi allontanarsi dalle fotografie e osservarle da un punto di vista più ampio, indefinito. L’osservatore diventa un fruitore attivo nella costruzione del significato di un mondo simbolico legato alla Natura e viene coinvolto nel processo creativo attraverso il riconoscimento di una sorta di bestiario personale introducendolo in un viaggio imaginifico nella sacralità e nella cosmogonia legate alle manifestazioni della Natura più presenti e familiari sulla Terra, gli alberi. L’artificio usato è quello della pareidolia.

With this project I invite the public on a playful journey asking them to take a closer look and observe details such as the furrowed and arid barks, the deep black and the veiled atmospheres that contrast with the amniotic shades, water and its forms, and then move away and observe the pictures from a broader and indefinite point of view. The observer becomes an active user in the construction of meaning of a Nature-related symbolic world, involved in the creative process through the recognition of a sort of personal bestiary, and introduced in an imaginative journey into the sacredness and cosmogony related to the most common and familiar manifestations of Nature on Earth: trees. The artifice used is the pareidolia.

© Rachele Gigli

KOKEDAMA

Nel 2018 ho sentito l’esigenza di dare un mio contributo al decoro urbano del paese in cui vivevo (Rapolano Terme – SI). In contrapposizione al dilagante sentimento di estraniazione e alienazione rispetto al luogo in cui viviamo, volevo fare qualcosa per lanciare un messaggio ecologista, donare alla comunità dei kokedama fatti da me, che ricordassero per la loro forma il nostro pianeta, la sua bellezza e fragilità. Dei microcosmi che per sopravvivere hanno bisogno di cure e dedizione continue. Lo scopo era fare in modo che le persone partecipassero di loro spontanea volontà al mantenimento in vita dei kokedama, che contribuissero alla moltiplicazione delle forme di addobbo urbano con piante e fiori godendone la bellezza con benignità e generosità. Oltre ad aver ricevuto un riconoscimento e una menzione da parte dell’Associazione Culturale Settembre Rapolanese, mi ha stupito vedere come il mio gesto fosse stato percepito in modo positivo da molte persone abitanti e di passaggio, e come alcune di esse avessero colto esattamente il mio intento, prendendosi cura in modo amorevole delle piccole e semplici piante pianeta.

BOSCO INCANTATO

La percezione di essere parte integrante di un sistema si verifica quando ci si concentra nell’osservazione immersiva in un habitat come il bosco.

Il bosco può rappresentare anche una esternazione della nostra intima coscienza, un immersione nel nostro io profondo, nei pensieri più nascosti della nostra mente. È un fiume di coscienza che ci lega alla nostra natura ingenita, profonda e radicata.

© Rachele Gigli