Mostra “Micorrize”

di Rachele Gigli all’Associazione Culturale e Artistica Klub Štala.

26 GENNAIO – 20 MARZO 2024

Da venerdì 26 gennaio 2024 e fino a sabato 20 marzo 2024 l’Associazione Culturale e Artistica Klub Štala, Lokavec, Slovenia, ospiterà la mostra “Micorrize” di Rachele Gigli. L’inaugurazione a partire dalle ore 19.00 con presentazione musicale di Alípio Carvalho Neto, con una composizione dedicata alla mostra intitolata “Micelio”, seguita dal concerto del gruppo mitteleuropeo Ippio Payo.

Mostra “MICORRIZE”

“«Noi» siamo ecosistemi che travalicano i confini e trascendono le categorie. Il nostro io emerge da un complesso groviglio di relazioni che solo ora cominciano ad affiorare.” (Sheldrake, 2020)

La mostra MICORRIZE si compone di 18 disegni in china, una tela in acrilico 7 fotografie stampate in fine art e 2 piccole bio-sculture in legno e carta pesta. Completano una breve comic fanzine e alcuni segnalibri in cartapesta, foglie e filo.

MICORRIZE è un’intima riflessione sulla rete vitale e la sua complessità. Indagando i funghi, un mondo spesso sottovalutato, siamo portati a fare analogie antropocentriche come quella tra la nostra rete Internet e il Wood Wide Web, ovvero le reti che i funghi micorrizici allacciano con le specie vegetali per lo scambio di nutrienti e informazioni. Ma quello dei funghi, a dispetto delle nostre tecnologie di comunicazione, è un ecosistema reale, aperto e complesso. Il micelio (la rete fungina) è un corpo privo di schema corporeo, non ha limiti prestabiliti, è “stravagante” (dalla radice latina, “extra” fuori, oltre e “vagari” vagare) e si muove esplorando l’ambiente attraverso gli apici ifali in una polifonia improvvisata in cui non c’è nessuna voce dominante, nessuna pianificazione centralizzata, non c’è un cervello come lo intendiamo noi; le ife si uniscono in svariate strutture elaborate, tra cui il corpo fruttifero, hanno un’intelligenza che ci risulta ancora oscura. Gli apici ifali raccolgono informazioni, e i flussi di dati percorrono i reticoli alla velocità di impulsi elettrici. Quello dei funghi è un ecosistema di cui anche noi facciamo parte, è un mondo complesso in cui i conflitti e le competizioni, le relazioni sociali e l’equilibrio sono dei meccanismi chiave per l’evoluzione.

La nostra specie tende a sottovalutare le altre forme di vita, spesso ignorandole, talvolta prevaricandole o distruggendole. Come esseri umani possiamo espanderci virtualmente o viaggiare in tutto il mondo, ma siamo consapevoli che quella del movimento è una capacità fisica e un’intelligenza che riguarda tutti gli esseri viventi? Il movimento presuppone uno scopo, un obiettivo, un pensiero. Le piante e i funghi si sono dovuti adattare alla loro apparente staticità trovando soluzioni alternative per potersi muovere, propagare, riprodurre e comunicare. Perché cerchiamo risposte nell’intelligenza artificiale quando di intelligenza naturale ne siamo circondati? Dai funghi potremmo imparare molto, possono essere nostri alleati, e in parte già lo sono (si pensi per esempio alla penicillina, agli usi dei funghi nella medicina e nell’eco-edilizia). I funghi vivono in un groviglio di mondi. Le MICORRIZE sono il prodigio attraverso cui i funghi integrano le piante e i batteri in una rete sociale. Un mondo complesso che si muove nascosto al nostro sguardo. La SIMBIOSI è la grande e virtuosa capacità dei funghi che dovremmo fare nostra, è una lezione di evoluzione sociale che ci permetterebbe di vivere in una tensione verso l’equilibrio ecologico.

Dobbiamo cambiare i nostri paradigmi e la visione che abbiamo di noi stessi nel mondo. Esempi di simbiosi sono i licheni, l’associazione aperta tra funghi, alghe e altri attori variabili, tra cui i batteri: oggi ricoprono l’8% degli habitat più inospitali della superficie terrestre come le rocce; l’associazione dei funghi con le primitive piante acquatiche, prive di radici, ha permesso la colonizzazione della terraferma e ha preparato il terreno su cui si sono evoluti gli animali. Il mondo dei funghi è stato significativo per la vita sulla Terra e permea tutte le forme di vita, compresa la nostra; accorgercene e indagare questo mondo è il primo passo per migliorare la nostra consapevolezza sullo stare al mondo e il vivere meglio.

*Rachele Gigli è traduttrice e creativa poliedrica con base a Grado (GO). Sfugge da qualsiasi tentativo di classificazione, si interessa all’arte visuale in tutte le sue sfaccettature compresa la video arte. Fin da bambina ha vissuto in un ambiente stimolante, dalla madre ha imparato ad apprezzare la pittura e il disegno, il padre l’ha introdotta nella magia della fotografia. Sempre attraverso l’ambiente famigliare, oltre all’arte, le è stata tramandata la conoscenza di erbe selvatiche, funghi e rudimenti di micologia. La natura, e il piacere di scoprirla e indagarla, è un’altra sua grande passione che fa parte della sua quotidianità. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere e ha all’attivo diverse esperienze come traduttrice. Da qualche anno si è avvicinata all’estetica del fumetto.

MICORRIZE di Rachele Gigli

    Alípio Carvalho Neto

Micorrize, la nuova mostra di Rachele Gigli, è un manifesto estetico delle potenze poco conosciute che appartengono all’universo della micologia, la branca della biologia conosciuta più superficialmente per lo studio dei funghi. La dimensione artistica di un’esperienza vissuta in natura è qui tradotta e presentata come esperienza essoterica, aperta a tutti, pubblica. Rachele propone come elemento stilistico la scoperta del underground. Micorrize è il plurale di “micorriza” l’associazione simbiotica tra un fungo e una pianta, dal greco μύκης (mýkēs) “fungo” e ῥίζα (rhíza) “radice”. Micorriza è arte underground in senso profondo e semanticamente ampio. Oltre il dialogo formale con il fumettismo e diversi aspetti della psichedelia, l’artista ci conduce attraverso una lettura eraclitea del mondo di sopra e del mondo di sotto, come la prescrizione alchemica di Trismegisto:

[…] quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius […]

[…] che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso: per fare il miracolo della cosa unica […]

Alcune opere consentono esplicitamente questa lettura, la città distrutta dalla guerra è in simbiosi con il sottosuolo, con un mondo non del tutto indifferente alla violenza umana. In questo senso Micorrize è un’azione politica che ci fa riflettere sui pericoli reali che minacciano l’uomo e il suo rapporto con la Natura, sull’indiscutibile disarmonia che ogni giorno ci assale nei media attraverso, ad esempio, il dibattito sul riscaldamento globale e altre gravi conseguenze derivanti dal predatorio modo di produzione capitalistico. L’arte di Rachele Gigli è anche una proposta di riflessione sulle prospettive benefiche dell’utilizzo dei funghi per combattere queste stesse conseguenze. La sua arte ci allontana dalla costante antropocentrica e ci dà il diritto di scegliere una vita in simbiosi. Micorrize ci pone al centro del rilevante dibattito sulle conseguenze di un rapporto imprudente con le asimmetrie ambientali. Micorrize è un’espressione dialogica della diversità come multiverso di arte e Natura.

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UNITAS MULTIPLEX

Unitas Multiplex è un photo dummy e un oggetto artistico acquistabile (per info contatto email), in queste foto ne ritrovate un assaggio sotto la mia costellazione di “objets trouvés”.

In questo progetto rivolgo uno sguardo intimista alla vita quotidiana e familiare caratterizzata dalla ricerca di esperienze profonde attraverso il viaggio, non inteso come spostamento in luoghi lontani ed esotici ma come percorso di conoscenza attraverso l’osservazione della superficie delle forme della natura e l’immersione nella sua complessità. Ad ogni viaggio ricerco degli oggetti, prevalentemente elementi naturali, quelli che Le Corbusier definisce oggetti a reazione poetica e che portano in sé particolari significati: frammenti poetici, architetture della forma. Quando posso, li raccolgo e li porto con me, a volte sono forme viventi, altre delle rovine che evocano storie passate. Ne percepisco la forma singularis che ai miei occhi si carica di un ampio potenziale espressivo. Sono dettagli che fanno parte di un tutto in una unitas multiplex, in cui io stessa quando mi relaziono con essi mi riconosco nell’infinità, nella totalità dell’intero.

Libro 30×21, 74 pp., copertina in lino naturale.

© Rachele Gigli

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NATUREIDOLIA

Con questo progetto invito il pubblico in un percorso ludico chiedendogli di avvicinare lo sguardo per osservare particolari come le cortecce solcate e aride, il nero profondo e le atmosfere velate che si contrappongono alle tonalità amniotiche, all’acqua e alle sue forme, per poi allontanarsi dalle fotografie e osservarle da un punto di vista più ampio, indefinito. L’osservatore diventa un fruitore attivo nella costruzione del significato di un mondo simbolico legato alla Natura e viene coinvolto nel processo creativo attraverso il riconoscimento di una sorta di bestiario personale introducendolo in un viaggio imaginifico nella sacralità e nella cosmogonia legate alle manifestazioni della Natura più presenti e familiari sulla Terra, gli alberi. L’artificio usato è quello della pareidolia.

With this project I invite the public on a playful journey asking them to take a closer look and observe details such as the furrowed and arid barks, the deep black and the veiled atmospheres that contrast with the amniotic shades, water and its forms, and then move away and observe the pictures from a broader and indefinite point of view. The observer becomes an active user in the construction of meaning of a Nature-related symbolic world, involved in the creative process through the recognition of a sort of personal bestiary, and introduced in an imaginative journey into the sacredness and cosmogony related to the most common and familiar manifestations of Nature on Earth: trees. The artifice used is the pareidolia.

© Rachele Gigli

OISEAUX RARES

Impossibile rimanere indifferenti ai fittissimi stormi che si coordinano in volo sui cieli di Roma in alcuni periodi dell’anno. È facile riconoscere grandi figure in movimento, come con le nuvole, come un teatro delle ombre. In questo progetto ho seguito gli storni fino al loro “rientro alla base” su alberi e tralicci dove, più che altrove, mi ha stupito osservare il loro modo di comunicare e di organizzare la loro numerosa comunità.

© Rachele Gigli

IL MIO LIBRO È IN PREVENDITA!

La casa editrice Confraria do Vento inizia questo nuovo anno allargando ancora di più i propri orizzonti e presenta il libro della scrittrice, ricercatrice e traduttrice italiana Rachele Gigli, “La pentola-anguria – Storia di un bambino indiano”. Si tratta di un’edizione bilingue di ottima fattura, con traduzione in portoghese di Alípio Carvalho Neto, anche lui traduttore, ricercatore, poeta e musicista con base in Italia. Rachele firma tutte illustrazioni del libro.

Siamo estremamente orgogliosi di questo ponte tra il Brasile e l’Italia.

” Scegliendo di leggere La pentola-anguria – Storia di un bambino indiano ci si prepara a viaggiare attraverso i continenti, il tempo e, come succede con ogni buon libro, dentro sé stessi. In questo racconto poetico, Rachele Gigli narra la storia di un dolce bambino indù per il quale l’età adulta arriva prima del dovuto. Solo una traduttrice ed eccellente illustratrice può tradurre in parole semplici tante questioni sostanziali. Dotata di una sensibilità unica, la poliedrica Rachele Gigli ci presta il suo sguardo generoso e si afferma, con “La pentola-anguria – Storia di un bambino indiano”, anche come scrittrice.” – Valentine Herold

Rachele Gigli nasce a Grado, in Italia, dove attualmente risiede. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere, con una tesi sullo scrittore spagnolo Luis Martín-Santos, presso l’Università degli Studi Roma Tre. La letteratura sperimentale è la sua principale fonte di ispirazione. Si dedica alla ricerca nell’ambito dell’estetica del neo-barocco ispano-americano, che la porta a frequentare per un anno il dottorato in Letterature Comparate Ispanoamericane all’Università Nova di Lisbona. Attualmente, lavora come traduttrice e coltiva le sue passioni artistiche per il disegno, la fotografia e la videoarte.

Iniziamo le prevendite tramite il team di vendita dell’editore:

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KOKEDAMA

Nel 2018 ho sentito l’esigenza di dare un mio contributo al decoro urbano del paese in cui vivevo (Rapolano Terme – SI). In contrapposizione al dilagante sentimento di estraniazione e alienazione rispetto al luogo in cui viviamo, volevo fare qualcosa per lanciare un messaggio ecologista, donare alla comunità dei kokedama fatti da me, che ricordassero per la loro forma il nostro pianeta, la sua bellezza e fragilità. Dei microcosmi che per sopravvivere hanno bisogno di cure e dedizione continue. Lo scopo era fare in modo che le persone partecipassero di loro spontanea volontà al mantenimento in vita dei kokedama, che contribuissero alla moltiplicazione delle forme di addobbo urbano con piante e fiori godendone la bellezza con benignità e generosità. Oltre ad aver ricevuto un riconoscimento e una menzione da parte dell’Associazione Culturale Settembre Rapolanese, mi ha stupito vedere come il mio gesto fosse stato percepito in modo positivo da molte persone abitanti e di passaggio, e come alcune di esse avessero colto esattamente il mio intento, prendendosi cura in modo amorevole delle piccole e semplici piante pianeta.

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GUIADO POR DEUS

Lo scenario brasiliano odierno è il risultato di una crisi politico-religiosa che ha trovato in questo paese un humus ideale: la disparità economica e la coabitazione di un pluralismo religioso. Da un lato i cattolici e i movimenti indigenisti con le tradizioni e i culti precristiani, e dall’altro il crescente movimento neoprotestante di stampo americano che, in sodalizio con la politica di destra e conservatrice di Bolsonaro filo trumpiana, si fonda sulla teologia della prosperità. “Il protestante sudamericano, da un lato moralmente conservatore e dall’altro sedotto dal Vangelo dell’abbondanza, promessa di ricchezza e salute, non è uno stereotipo ma il prodotto di una domanda di salvezza, che investe anche la salute fisico-affettiva e la prosperità materiale.” (A. Riccardi) Ma la ricerca di una ricchezza facile insieme alla visione conservatrice che imbriglia i diritti, scomodi al potere, si sposano con la visione criminale e portano ad un aumento della violenza, della disuguaglianza, della chiusura verso l’altro, il diverso, finendo per giustificare l’esistenza di uno stato dispotico e autoritario. Un cerchio che non si chiude in Brasile ma che tende a dilatarsi a tutto il mondo.

© Rachele Gigli

MIOPI

La visione miope della società dei consumi, che getta i suoi rifiuti in mezzo alla natura senza preoccuparsi delle conseguenze che questo modo di agire senza pensare insieme al perpetrare di un sistema economico sconsiderato stanno producendo all’ambiente e al nostro habitat. Questa mancanza di visione sul futuro e di prospettiva ci porta all’indifferenza di fronte al degrado ambientale ma anche alle manifestazioni sublimi della natura, allontanandoci da essa e dalla consapevolezza di esserne parte e tassello.

© Rachele Gigli