OISEAUX RARES

Impossibile rimanere indifferenti ai fittissimi stormi che si coordinano in volo sui cieli di Roma in alcuni periodi dell’anno. È facile riconoscere grandi figure in movimento, come con le nuvole, come un teatro delle ombre. In questo progetto ho seguito gli storni fino al loro “rientro alla base” su alberi e tralicci dove, più che altrove, mi ha stupito osservare il loro modo di comunicare e di organizzare la loro numerosa comunità.

© Rachele Gigli

BOSCO INCANTATO

La percezione di essere parte integrante di un sistema si verifica quando ci si concentra nell’osservazione immersiva in un habitat come il bosco.

Il bosco può rappresentare anche una esternazione della nostra intima coscienza, un immersione nel nostro io profondo, nei pensieri più nascosti della nostra mente. È un fiume di coscienza che ci lega alla nostra natura ingenita, profonda e radicata.

© Rachele Gigli

SUPERMONDI S-CONOSCIUTI

Con questo progetto mi sono lasciata ispirare liberamente alla presenza italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ho immaginato gli astronauti come degli esploratori in scenari che richiamano i supermondi ricreati dall’artista Jean Giraud (Moebius). Un viaggio immaginario in mondi dell’Universo che racchiudono misteri ma anche molte analogie con la Terra.

© Rachele Gigli

INDACO

Con questo progetto ho voluto affrontare e dare un’espressione alla tematica che si può far risalire al movimento New Age e che tratta di bambini e adulti definiti “indaco”. Ovvero, di persone dotate di particolari caratteristiche che le rendono speciali quali, tra le altre, la sensibilità, l’empatia, la creatività, delle capacità trascendentali come la telepatia, la chiaroveggenza, ecc. Il termine indaco si riferisce al colore dell’aurea di cui queste persone sarebbero dotate. Quelli che dalla medicina convenzionale venivano definiti come bambini con la sindrome da deficit di attenzione e iperattività e, di conseguenza, curati con degli psicofarmaci, ora venivano scagionati dal pensiero New Age, che li riconosceva come persone speciali, prescelte per portare a termine una missione: introdurci in una nuova era che coinvolgeva l’umanità intera.

L’ultima fotografia ha fatto parte di una esposizione nel 2011 organizzata dall’Associazione Culturale A2 in collaborazione con Cargo20 di Verona, nell’ambito della mostra di arte moderna e contemporanea I MOTI DELL’ANIMA, il ritratto.

https://www.exibart.com/evento-arte/i-moti-dellanima/

© Rachele Gigli

SPAZI POLIFONICI

SARDEGNA – ALENTEJO – PERNAMBUCO

Una sintesi dell’incontro di immagine e suono. Il progetto prende ispirazione dalla polifonia nelle composizioni musicali di Alípio Carvalho Neto e da una ricerca realizzata congiuntamente in Sardegna, Alentejo e Pernambuco. Nelle foto, diversità e analogie di tre luoghi in apparenza così distinti e distanti, sia geograficamente sia culturalmente, intendono evidenziare una polifonia da me definita “spaziale”.

Partendo dallo studio delle forme polifoniche praticate dalle tre culture musicali e indagate dal musicologo e compositore Alípio Carvalho Neto ho trasposto tali procedimenti alla fotografia per comporre uno spazio imaginifico in cui le tre culture osservate potessero dialogare. Di seguito elenco le categorie che sono diventate punto di partenza per la mia ricerca visiva e filo conduttore interpretativo che ha dato voce alle immagini:

Eterofonia: variante creata dall’unione di immagini diverse. Bordone: filo conduttore che unisce le immagini in una storia. Imitazione: uno stesso elemento riproposto in momenti diversi. Canone: si basa sull’imitazione e struttura la composizione visuale per intero. Parallelismo: immagini diverse seguono una stessa struttura.

La mostra è stata inaugurata il 31 luglio 2009 alla Livraria Cultura di Recife con il concerto di Alípio Carvalho Neto.

https://jazzearredores.blogspot.com/2009/07/

© Rachele Gigli

METROPOLI RURALE

28 novembre 2010 ore 11:00

Mostra fotografica collettiva presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini promossa dal Municipio XII – Eur di Roma in collaborazione con Associazione Culturale Wide Shut Photography.

Il tema, che trae ispirazione dai beni monumentali e dall’agro romano del Municipio XII, è l’incontro tra città e campagna, tra uno stile di vita urbano e metropolitano e lo stile ecologico e sostenibile di chi è legato agli antichi mestieri della terra.

https://www.collettivowsp.org/2010/11/17/concorso-fotografico-la-metropoli-rurale-premiazione-e-inaugurazione-mostra-fotografica/

© Rachele Gigli

NUOVE DE-CENTRALITÀ

Progetto AA 2013-2015

Avrei voluto entrare nell’anima di questi quartieri, ma ho dovuto per il momento cambiare il mio fuoco verso il non-umano e fotografare l’esoscheletro e l’assenza dell’uomo e del fatto sociale. Infatti, quello che più è risultato dai miei ripetuti sopralluoghi è la sola e preponderante presenza del mattone, informe e vuoto, come vuota è la vita culturale in questi quartieri che chiamano “nuove centralità”. Veri e propri dormitori che al di fuori delle pareti di casa risultano inospitali, fatiscenti e assurdi per la grande assenza di servizi e di vita sociale.

L’esile “cura del ferro” per ora non funziona, non rende questi quartieri meno isolati e sconosciuti ai non residenti, con le sole eccezioni causate dai centri commerciali, unici luoghi d’incontro insieme ai bar, per mancanza di piazze e di un centro.

La natura circostante risulta deturpata e ispida come un gatto malato, non viene affatto valorizzata. L’ambiente agro-pontino nonostante l’importanza storica ed archeologica viene divorato dal cemento. All’interno delle “nuove centralità” spesso le aree verdi sono maltenute e ai bordi delle strade è pieno di rifiuti. Un capitolo a parte è da riservare a coloro che vivono ai margini di questi quartieri e che ho avuto modo di osservare, ma questa è materia per un altro progetto da sviluppare.

Ho preso in considerazione la zona a sud di Roma, un triangolo che mi diverto a denominare “delle permute” (Torrino-Mezzocammino, Eur-Castellaccio e Tor Pagnotta2) perché quello che più è evidente è che la speculazione edilizia così aggressiva com’è in questo momento, è resa possibile dall’ultimo piano regolatore e dai vari accordi di programma che porteranno giovamento a qualcuno, ma non portano nessun vantaggio al cittadino. In pochi ettari abbiamo tre esempi di “nuove de-centralità”. 

Dal mio progetto è stata scelta una foto per la copertina di un libro importante sull’argomento della speculazione edilizia, intitolato “Il regime dell’Urbe”, di Ernesto d’Albergo e Giulio Moini, Carocci editore (2015).

© Rachele Gigli

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